martedì 2 agosto 2011

Io fuori.

Mi piace pensare che tutto stia scivolando su binari lucidi, e una monetina adagiata per vedere l'effetto che fa, per capire se il treno possa deragliare su una monetina. E no, non deraglia. E la monetina è diventata ovale, e non si può spendere più. E la monetina potrebbe bloccare irreparabilmente il distributore di snack. Irreparabilmente o quantomeno sin quando qualcuno andrà a chiamare l'omino dei distributori di snack, che ritroverà la monetina ma non la potrà spendere, e la andrà a gettare nel cassettino assieme a quelle buone, rischiando così di inceppare il contamonetine del capo, oppure la infilerà nel distributore di snack della concorrenza. Dall'ultimo post troppi kilometri di binario sono scivolati senza che potessi tirare il freno di emergenza, senza che potessi rallentare questa corsa folle che mi lascia senza fiato. Solo un post, solo un post avrei voluto scrivere almeno, e avrebbe riguardato il sapore della merendina kinder brioss estratta dal trolley blu durante le prove scritte dell'esame d'avvocato. Pare non ci sia stato altro nella mia vita in questi mesi, solo il sapore di quella merendina. E invece no, invece tutto è scappato così velocemente da fare paura, e non oso pensare cosa sarà successo tra oggi e quando scriverò il prossimo post, dovessi avere ancora la possibilità di farlo. "Passerà anche questa stazione senza far male, passerà questa pioggia sottile come passa il dolore", ma dove è finito il mio cuore? Mi pare tutto così frazionato, così spalmabile sui giorni, e sulle ore dei giorni sin quando il coltello sarà pulito, e niente più ci sarà da spalmare. Come un infarto infinito, insomma. Mi piace pensare che non tutte le stazioni siano quelle di paese, che il treno passa e non lo vedi più. Mi piace pensare che esista ogni tanto una Roma Termini nella vita, che il treno si ferma per un po', e per uscire non può andare avanti, ma deve fare marcia indietro per un po', anche senza specchietti retrovisori. I passeri fuori da questa finestra, i passeri, l'ulivo e il sole che si specchia sulle foglie. Ed io qui, questa scrivania grande, Hotel Supramonte in loop. Io nella stanza, ma per l'ulivo, il passero e il sole, io fuori.

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