giovedì 5 febbraio 2009

D'improvviso.

D' improvviso mi prende il desiderio di lasciare un'altra nota su pagine che sembrano sbiadire nel tempo, come di quella carta termica degli scontrini che lasci tra le pagine dei libri acquistati o nelle tasche della giacca. Quella carta termica che riscopri alla fine del libro o dopo il cambio stagione e non è più carta termica ma strappo candido e liscio, straccio senza tracce, lamina impalpabile del bianco trasparente. E lontane mi sembrano le pagine che ritrovo ormai di rado, come a scomparire in quello che non è un oblio. E l'oblio, si sa, non ricorda, e per questo non dimentico. E d'improvviso a domandarmi dove mi porterà quest'avventura di veicolo a volte rombante di rombi sconquassanti e a volte sconquassata di latta senza valore. E d'improvviso mi premuro a congelare questo istante, sperando domani poter ricordare di quando inesperto e impotente temevo quel domani dietro l'angolo e dall'angolo svoltato sorridere come un idiota. Vorrei dire lo sapevo, l'avrò saputo, saprò di non aver saputo. E fugge questo pomeriggio prima ancora che sia scappato. Tra le pieghe di un'ordinanza ho trovato queste parole cavandole dalla tana con esca di un sapiente non sapere e le ho trascinate qui, su materia che non è carta, tantomeno carta termica, mezzo privo di valore. E qui le lascio a decantare, piego il foglio e lo ripongo in una busta lontano dall'essere intestata. E la sigillo senza leccare, è una lacrima che scala i lembi e tra carta e carta muore per riposare.

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2 Comments:

Blogger marina said...

ma hai cambiato del tutto stile! forte, mi piace questo sproloquiare
marina

9/2/09 18:12  
Blogger Gianfranco said...

ma forse non conosci i vecchi post ;)

9/2/09 18:16  

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