domenica 21 ottobre 2007

Di nuovo ventuno ottobre, ed è un ventuno ottobre d'autunno, col vento che soffia fino a farsi sentire, e le mareggiate che erodono la barriera del complesso residenziale di fronte, e fanno sentire la loro voce fin qui. Una giornata normale d'autunno forse. Forse. Perché oggi fanno due anni di parole su questa pagina più o meno esistente. Ero uno studente diligente due anni fa, la sera del ventuno ottobre, e mi accingevo alla laurea, e scrivevo per dire grazie a tutte quelle persone che avevano avuto il coraggio di traghettarmi dalla mia incerta condizione di uomo nuovo alla vita. E quante parole da quel giorno... è arrivata la laurea, sono arrivate centinaia di piccoli eventi, notti insonni regalate alla voce di questa tastiera, si sono svelate le vere amicizie, persino l'amore ha avuto il coraggio di giungere da lontano, scegliendo di schiantarsi proprio su questo foglio. E allora a questo foglio devo la vita, devo questi due anni nuovi, devo le mie amicizie, le mie passioni, il mio amore. E questo foglio non è stato altro che lo specchio della mia realtà, di quella vissuta con tutti voi, e di quella intima, del mio stupido pensiero, debole quanto incessante, che ho scelto di mettere a vostra disposizione. E allora questo foglio è stato la mia terapia contro i mali dai quali dovevo liberarmi, dei quali dovevo scuotermi. E allora questo foglio è stato oggetto di sfogo, illusione di popolarità, trama di una storia che si scrive ogni giorno, trama di una storia che mi aiutate a scrivere ogni giorno. In questi giorni, secondo le previsioni, avrei dovuto prepararmi alla seconda parte della mia laurea, e invece sono in ritardo. E francamente, questa pugnalata alla perfezione che per una vita ho tentato di inseguire è solo una cura per il mio egoismo, per la mia immensa stupidità dei giorni di un tempo. Oggi finalmente mi scopro più che mortale, ma sereno. E la precarietà della mia condizione non è altro che un incentivo a raccontare ancora, a trovare con il vostro aiuto il lontanissimo epilogo di queste pagine. Questa è senza dubbio la storia che mi ha dato più soddisfazioni, che mi ha più segnato, che ha messo sulla mia strada tutto ciò di cui avevo bisogno. Io e queste parole, io e la vostra presenza, sempre. Ogni giorno, ogni notte insonne come serena, ogni esame turbolento, ogni delusione, ogni traguardo. Grazie ragazzi, e perdonatemi tutto ciò che non ho saputo raccontare, perdonate ogni mia incertezza, ogni mio tentativo inutile di trasmettere ciò che voi, e solamente voi, avete saputo regalarmi.
E' stato l'anno questo, pure, dell'arrivo di amici blogger o lontani internauti su questa pagina, e queste parole non possono che essere anche per loro, in particolare per guccia, gloutchov, franca, gianni, neo-scapigliato, per quel tizio che si collega quasi quotidianamente dalla Germania, che mai credo si sia manifestato, e per tutti quanti sto colpevolmente dimenticando.
Apienavoce è la mia più grande creatura, e mai ne arriverà una seconda in grado di relegarla in secondo piano, apienavoce siamo noi, e la speranza più grande è che voi possiate sentirla come vostra ogni giorno, ogni volta che deciderete di cliccare su quel capitolo strano. Vorrei non staccarmi mai da questo post, perché sento di non essere riuscito a trasmettere l'emozione di questa mattina, ma vorrebbe dire non pubblicare neanche questo mal riuscito tentativo di dire ancora una volta, a piena voce, grazie.

6 Comments:

Blogger guccia said...

A te grazie. Grazie della poesia, delle confidenze, delle emozioni. Grazie anche della rabbia, dello sconforto, delle delusioni.
Grazie per aver deciso di condividere con noi tutto te stesso.
E' un piacere averti scoperto (anzi tu hai scoperto me, mi ricordo ancora il primo post dove ti ho visto capitare), è un piacere quotidiano venirti a trovare in questa casa, che forse è davvero la tua casa.

21/10/07 10:55  
Blogger Franca said...

Grazie a te Gianfranco, per le parole che ci reali, per le emozioni che ci trasmetti.
Auguri per il secondo compleanno del tuo blog con la speranza e l'auspicio di poterne vedere ancora molti

21/10/07 10:56  
Anonymous vale said...

Se non ci fosse stato questo blog forse noi non saremmo noi, forse non mi sarei mai avvicinata a te... Forse...

21/10/07 15:14  
Blogger luigi said...

dottò non mi sn dimenticato...pensavo a un anno fa..ricordi la serata al bowling? quanti ricordi, quante emozioni, quante palpitazioni...ho imparato che quando ci sn tanti battiti le parole non servono quindi taccio e sorrido...un sorriso beeato che solo in pochi possono capire!prepariamoci a una nuova laurea ottobbrina e anuove continue emozioni...franca, guccia e glau..(non ricordo cm si scrive) mi disp davvero tanto che nn siate qui con noi a scherzare o a prendere in giro il dottore a dieta passandogli sotto il naso un' oliva ascolana, mi disipace anor di più che non possiate avere amici eccezionali come quelli con cui mi onoro di camminare ridere e piangere....
ps dottò ormai ti commuovo troppo

21/10/07 23:04  
Blogger Gloutchov said...

Sono commosso. E' bello avere tanti ricordi legati ad un blog... :)

22/10/07 08:52  
Blogger Gianfranco said...

guccia: troppo buona, come sempre :)

franca: lo spero pure io, sinceramente. Sia per l'effetto taumaturgico che questa pagina porta con sé, sia per gloriarmi delle vostre visite :)

vale: nel dubbio, meglio così :*

luigi: dottore due anni, due... sembra passato veloce il tempo. Certamente da quando ci conosciamo passa in maniera qualitativamente diversa, forse per questo il tempo sembra fuggire via. E tra altri due anni? Avvocati? Impiegati? Disoccupati? In ogni caso speriamo di poter essere ancora tutti assieme, e magari offrire tutta la nostra solidarietà e la vicinanza come accade oggi. Grazie dott...

gloutchov: tanti, forse tutti quelli degli ultimi due anni...

22/10/07 13:37  

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