giovedì 22 febbraio 2007

E' tutto una precarietà, ma non è male. E non mi riferisco alle vicende del Governo, nè agli equilibri così impercettibilmente osservabili delle numerose politiche internazionali. Quando dico tutto, intento proprio tutto. E' come alzarsi al mattino con l'influenza, correre ad appoggiare il secondo piede dopo una sbandata, versare un caffè con mano tremante che fa scivolare qualche goccia sul tavolo, correre a strappare un foglio di carta assorbente per pulire e notare che proprio sull'ultimo lembo del tratteggiamento il foglio ha deciso di non cedere, e una scheggia di carta resta lì, penzoloni. Tutto precario, tutto in(-)equilibrio (s)conosciuto. Il tappeto rigonfio e male orientato, l'acqua troppo fredda o troppo calda. Tutto così imprecisamente perfetto. E tutto così impossibile da prevedere, da programmare... tutto così... precario, ma non è male. O almeno credo...

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