venerdì 16 febbraio 2007

Cos'è che mi lega? E a cosa mi lega? Ogni domanda sembra avere un soffio di trascendentalità quando passano le ventitrè. Ogni domanda sembra nascondere un briciolo di verità quando passano le ventitrè. E mentre mi ritrovo a filosofeggiare da piccolo Gadamer mi avvedo dell'unica impercettibile verità: mentre pongo interrogativi a stuzzicare la mia esistenza il tempo mi sfiora, e sono distolto dalle mille ragioni della vita. Lascio scivolare istanti di me, e questi si perdono, e cambio accorgendomi di non cambiare.
Con la scusa dei 2000 blog ho visitato molte pagine, pagine altrui che mi hanno trasmesso molto. Ho trovato argomenti importanti e numerosi spunti di riflessione. Ho quasi invidiato la capacità di qualcuno di analizzare con lucidità ed efficacia disarmanti i fenomeni che interessano la realtà che viviamo. E mi sono accorto di non aver mai scritto un post che parlasse di web 2.0. "Devo scrivere un post sul web 2.0, mi pare normale, ovvio!" Ecco cosa pensavo. Ma in realtà, a me cosa importa del web 2.0? E ho compreso che forse il progresso di questa realtà di pixel con l'anima mi aiuta a comunicare meglio, anche tra me e me. Ho scoperto che mi aiuta a vivere meglio, ma non è per questo che voglio vivere. Che resti solo uno strumento per me, che è un po' come munirsi di un bazooka per uccidere le zanzare, ma poco mi importa. Mi importa veramente poco. E mi importa veramente poco perchè tra poco raggiungerò le mie lenzuola, e i miei occhi, soffocati dalle palpebre annegheranno pensando a lei e ai suoi occhi. E con quelli vedrò mentre i miei saranno persi nell'abisso di una notte amica. E mi sembrerà di sentire il suo profumo, un po' come si avverte il profumo del mare in primavera, quando, dopo aver tenuto le finestre chiuse per tutto l'inverno, ti aggrappi alla maniglia quasi a voler evadere con l'anima, e vieni investito dallo scirocco nutrito dal sole, e ricordi che il mare ha un odore che avevi dimenticato. Tra poco mi sembrerà di poterne accarezzare le forme morbide e delicate, tra poco avrò dimenticato che esistono tre dimensioni e mi scaglierò correndo a testa bassa verso ciò che non appare ignoto. Tra poco delle mie paure formerò un foglio appallottolato e lo lascerò cadere ai piedi del letto, senza che lei se ne possa accorgere. Perchè se si ama bisogna avere il coraggio di diventare nuovi ogni istante, ogni sera. Quando si ama non si può pensare ai propri limiti, e ciò che oggi è stato impossibile, irraggiungibile, domani si deve credere banalmente realizzabile, pienamente alla portata anche di chi non può. E contemplerò il suo sonno in religioso silenzio, lo stesso silenzio che vede sconvolta la pasta che lievita. Avrò il coraggio di traboccare senza riguardo. Vedo le dita consumarsi solo al pensiero di voler sfiorare la creatura che vuole accompagnarmi non si sa bene perchè. Ecco che questo benedetto web 2.0 raccoglie la mia dichiarazione d'amore. Davanti a questa, perdonatemi, ma questo benedetto web 2.0 mi sembra così insignificante...

3 Comments:

Anonymous vale said...

Nel silenzio della notte,
io ho scelto te.
Nello splendore del firmamento,
io ho scelto te.
Nell'incanto dell'aurora,
io ho scelto te.
Nelle bufere più tormentose,
io ho scelto te.
Nell'arsura più arida,
io ho scelto te.
Nella buona e nella cattiva sorte,
io ho scelto te.
Nella gioia e nel dolore,
io ho scelto te.
Nel cuore del mio cuore,
io ho scelto te.

S. Lawrence



grazie...

17/2/07 12:00  
Anonymous Anonimo said...

che palle

18/2/07 13:16  
Anonymous Anonimo said...

Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

18/2/07 15:53  

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