giovedì 15 febbraio 2007

Che sapore questa notte... Arriva l'ora che della giornata rimangono solo il silenzio frastornato degli eventi e il sapore di un cioccolatino extra fondente consumato lentamente circa dieci minuti fa. Ed è un momento di serenità indicibile. Pensavo a una cosa: me, tra vent'anni: potrei essere un "realizzato", avere un conto in banca da dormire comodi oppure essere un dignitosissimo moribondo di fame. Comunque io dovessi essere arriverà ricorrente questo momento: mi troverò nel silenzio di una stanza, con addosso solo il silenzio frastornato della giornata e il sapore di un cioccolatino extra fondente appena consumato. Ed è formidabile questa cosa: il silenzio frastornato e il cioccolatino extra fondente diventano strumento di perequazione sociale. Porca miseria, non mi renderò conto di essere nudo stracciato o avvolto da una vestaglia di velluto che copre mutande di seta: tra vent'anni mi troverò solo col mio silenzio e il mio cioccolatino, null'altro. Non so se rendo l'idea... non penserò ai miei creditori, nè ai debitori. Solo il sapore del mio cioccolatino e il mio silenzio rilassato. Sarà normale, ma credo di aver appena eletto una delle chiavi di volta della mia esistenza. Dopo il cioccolatino di questa sera vado ad accarezzare il mio mondo tra onde di lenzuola. Ecco, questo non so se sarà ancora lì a galleggiare tra vent'anni, ma è un altro discorso, qui si torna al ricorrente carpe diem... si, tutta un'altra storia. Per questa sera fermatevi al mio cioccolatino, e al mio silenzio frastornato...

8 Comments:

Blogger luigi said...

tra vent' anni avrai ancora gli amici che non ti hanno abbadonato...

16/2/07 10:12  
Blogger Gianfranco said...

Questo era più che sottinteso...

16/2/07 11:03  
Anonymous hronir said...

Non vorrei rovinare tutta la tua perequazione sociale, ma anche avere un attimo di silenzio e un cioccolatino non e' mica detto che sia alla portata di tutti.
Un po' come diceva Kahlil Gibran: "How can I lose faith in the justice of life, when the dreams of those who sleep upon feathers are not more beautiful than the dreams of those who sleep upon the earth?", ma lo trovo tremendamente ingenuo. Il mondo, purtroppo, non e' affatto giusto...

PS
ok, ok, forse non ti dovevo prendere cosi' alla lettera, e accettare il consiglio ad "accontentarsi del poco che si ha"... :)

16/2/07 18:29  
Blogger Gianfranco said...

Non è alla portata di tutti solo in senso stretto. Se non leggessimo il concetto in maniera strettamente letterale, come pure tu giustamente concludi, sarebbe abbastanza normale affermare che chiunque su questa terra potrà ritagliarsi un momento di silenzio, seppur solo interiore, come chiunque potrà percepire il retrogusto di qualcosa che c'era e di cui rimane solo il sentore.
In ogni caso il post era ritagliato sulla mia persona, e sono certo che resterà per me un angolo silenzioso sempre, come resterà la forza per mendicare un cioccolatino. Se non potrò permettermelo accorrerà Luigi in mio soccorso.
Detto ciò, sproloquiato su uno dei miei numerosi nonsense, ti ringrazio per avermi degnato di un tuo pensiero che merita massima considerazione, così come ti ringrazio per la splendida citazione, sulla cui tremenda ingenuità avrei comunque molto da discutere. Spero tornerai presto a leggere queste pagine, grazie ancora.

16/2/07 18:53  
Anonymous hronir said...

Quel che intendevo contestare (diciamo meglio: quel su cui intendevo esprimere il mio parere...) e' la perequazione sociale: secondo me nemmeno la morte, come invece diceva Toto', ci rende uguali, perche' quel che conta e' la vita che abbiamo passato − e, spesso, anche quel che abbiamo potuto fare per allontanarla, la morte... − figuriamoci un momento di serenita' come quello che descrivi − pur invidiabilissimo, non discuto!
E su questo, dunque, continuo a pensare che Gibran sia ingenuo e che non si possa proprio dire che il mondo sia giusto con tutti.

L'altra cosa, poi, e' la confusione che secondo me si nasconde nelle tue parole fra l'indicibile serenita' di cui parli, e la sua (presunta) "causa" nel silenzio e nel ricordo di un attimo di piacere. Se ci pensi bene, e' proprio la serenita' di cui gia' godi che ti permette di assaporare la dolcezza di un attimo di silenzio e il ricordo di un buon extrafondente. Se fossi angosciato da qualcosa, se fossi in ansia tremenda per il domani, non avresti nemmeno il tempo di cercare un attimo di silenzio − o chissa', quell'attimo di silenzio sarebbe ancora piu' angosciante...

Sei fortunato, sarai fortunato, per quell'attimo di serenita', e − forse e' questo quel che volevi dire − sei e sarai fortunato se puoi e potrai avere quell'attimo di serenita' indipendentemente dalle restanti condizioni (economiche, per esempio) in cui ti ritrov(era)i.
Su questo − finalmente! :) − mi posso trovare d'accordo.
Ciao!

18/2/07 19:43  
Blogger Gianfranco said...

Guarda, credo che possiamo dirci daccordo su molto più di quanto immagini, tant'è che non ho nulla da contestare in quanto esponi. La perequazione alla quale mi riferivo era intesa in maniera leggermente differente da come hai compreso, molto probabilmente mi sono espresso male: intendevo dire che, qualunque siano i presupposti, credo che chiunque possa, con un po' di buona volontà, costruirsi un momento di serenità: ne sono testimonianza, ad esempio, malati terminali che accettano con serenità la loro "triste" consizione, così come quanti scelgono di rinunciare ai propri beni per vivere di freddo e di stenti sui marciapiedi. Poi è chiaro che nelle stesse condizioni molti reagiscono in maniera diversa, ma in astratto tutti a mio avviso possono ritagliarsi quell'attimo di serenità, o la stessa tranquillità ex ante che tu invochi. Ripeto, non mi trovo in disaccordo con quanto scrivi, è probabile che il mio modo di esprimermi ahimè non sia della massima linearità e comprensibilità, ma è un blog, questo, ove scrivo in maniera veloce, più concentrato sulle sfuocature che sul reale obiettivo... e poi non so se effettivamente sarei in grado di fare di meglio :)

18/2/07 20:39  
Anonymous hronir said...

Be', ma infatti mica criticavo! Cioe', si', criticavo, ma non te, l'opinione! E poi la criticavo per amor di discussione, per dire anch'io la mia... :)

18/2/07 21:54  
Blogger Gianfranco said...

E allora ti tengo testa! :)

18/2/07 22:43  

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