domenica 10 dicembre 2006

Non chiamiamola provocazione, solo voglia di riflettere a dita battenti: riflettevo sull'opportunità di impiegare una piccola percentuale dei risparmi, più o meno equivalente ad una quota-regalo, in "operadibenefilantropicabeneficenza". Pensavo all'ente più meritevole del mio ercoleico sacrificio, e si sa, questo è il periodo di Telethon, della ricerca, dell'AIRC, dell'AIL et similia. Il mio pensiero è diventato improvvisamente cattivo. Premetto che mai mi sognerei di denigrare l'attività di questi enti, mai mi sognerei di dubitare della loro importanza ed efficienza, mai mi sognerei di criticare una sola persona che destini a questi enti dal centesimo al centinaio di migliaia di euro. Oggi però credo che la mia misera quota-regalo andrà all'UNICEF per un piccolo, semplice motivo: nulla di più importante della ricerca e dei fondi per la ricerca, ma prima di destinare i "miei" soldi alla ricerca per il tumore al colon che mi sono procurato ingurgitando quintali di cibo da fastfood, prima di trovare la soluzione al cancro ai polmoni che mi sono procurato fumando quaranta sigarette al giorno, prima di lottare contro la leucemia che mi assedia dopo anni di esposizione alle radiazioni utili ai miei ritrovati tecnologici, preferisco dare la possibilità a tanti corpi denutriti di avere la stessa possibilità di ammalarsi di cancro al colon piuttosto che morire di fame. Potremmo mangiare sano, respirare sano... non siamo intelligenti abbastanza. Cerchiamo così di riporre la nostra coscienza al sicuro gettando il nostro euro a sconfiggere un cancro che potremmo nel novante percento dei casi evitare. Qualche bustina di sali reidratanti allora, quelle firmate UNICEF, ma non a testa alta, piuttosto con la vergogna che dovrebbe attanagliare la consapevolezza di essere causa anch'io di quella denutrizione, della distrazione di fondi che toglie il cibo alle bocche affamate per contrastare il cancro del nostro benessere.

4 Comments:

Blogger lapigneri said...

pienamente d'acordo, ma siamo pur sempre essere umani, sbagliare e poi cercare un modo per recuperare è uno deinostri sport preferiti!

11/12/06 21:03  
Blogger lapigneri said...

ops..d'accordo...per l'appunto :P

11/12/06 21:04  
Blogger luigi said...

dottore non sia per critica ma vai a fare questo discorso a uno che sta morendo di quelle malattie citatae e vedi che ti risponde o chiedilo alla sua famiglia. sicuramente condivideranno...dottore ricordi la società del rischio e non quella del danno...

12/12/06 16:20  
Blogger Gianfranco said...

Come dicevo non mi permetterei mai di criticare l'operato di certe associazioni, e mi pare di essermi espresso chiaramente. A ciò si aggiunga che per uno dei mali di cui si occupa Telethon io ho perso una delle persone più care, una persona che sarebbe stata oggi uno dei miei punti di riferimento, per questo non ho assolutamente criticato l'operato della suddetta associazione nè di chi contribuisce al suo sviluppo (io in prima persona negli anni scorsi ho prestato il mio contributo non solo economico). E permettimi di dire, anche qui non sia per critica, che il livello del rischio (oltre che del danno) in certe zone del mondo è esponenzialmente più elevato del nostro: certamente nel mondo si muore e si rischia di morire più per fame che per altre cause. Con questo ribadisco l'importanza dell'opera svolta da Telethon e co, l'importanza dei contributi, l'importanza della ricerca e di tutto quanto possa contribuire a lasciare il proprio nonno ad ogni nipote. Semplicemente, dicevo, quest'anno ho volto lo sguardo un po' più in la': per le condizioni nelle quali vivo certamente mi servirebbe la garanzia di una cura contro il cancro tra dieci anni più che un rimedio alla fame della quale ignoro sintomi e conseguenze. Diciamo che per quest'anno ho messo sui piatti due necessità, una delle quali mi è apparsa preminente. Credo sia ugualmente difficile dire ad una madre che suo figlio sta morendo di dissenteria perchè non ci sono 2 cent di sali minerali o antibiotici. Ci siamo spiegati? :)

12/12/06 16:39  

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