domenica 28 maggio 2006

Mattina tranquilla, che segue una notte tranquilla, che segue una sera tranquilla... tutto tranquillo, tutto semplice.
E oggi rischia di diventare un giorno importante pure per quest'Isola bistrattata, soggiogata più dal fascino che esercita e ha esercitato nei confronti del mondo intero e delle varie civiltà più che dalla mafia. E oggi si torna al voto, e sarebbe azzardato sfornare pronostici. Perchè oggi non si decide di cambiare, come si dice. Non si decide di dare un taglio con il passato, non si decide l'interruzione di un vortice. Oggi semplicemente la Sicilia si interroga, e si mette alla prova essa stessa. Saremo pronti ad accettare una terra di giardini in fiore e di frutti profumati, o in fondo preferiamo il terrore del padrone di turno, di una legge non scritta che ci portiamo dentro...? Nessuno di noi è esente da colpe fin quando non trova il coraggio di dare la vita per questa terra e per il latitante più ricercato: la legalità. Allora visto che coraggio non ne abbiamo, cerchiamo almeno di compiere una scelta responsabile in quel metro quadro di cabina. Impossessiamoci di quel metro quadro, sottraiamo almeno quello a chi ha l'abitudine di colonizzarlo. Scelta responsabile vuol dire assumersi la responsabilità di una croce, in tutti i sensi. A me non interessa osservare un improbabile "cambiamento" repentino. Io voglio che la Sicilia si interroghi, che si metta alla prova. E nel mettere quella croce, ricordiamo chi ha avuto quel coraggio che noi rifiutiamo, facciamolo per peppino impastato, per placido rizzotto, per i morti di portella della ginestra, per i magistrati livatino, falcone e borsellino, per le migliaia di Anonimi... facciamolo per loro, che hanno avuto il coraggio di amarla davvero questa terra, e di amare anche noi... buon voto.

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