mercoledì 17 maggio 2006

Alla fine è bella pure quest'angoscia, questo non potersi rendere conto di ciò che ci è preparato per domani. Comunque vada sapremo ritrovare un senso tra i cocci degli avvenimenti, sapremo pure giustificarci o giustificare.
Ripenso a quando, qualche settimana fa, scrivevo che la gerarchia dei miei valori è mutata radicalmente, e rimedito quelle parole: in fondo non potrò dire di gioire di un eventuale mio insuccesso, tuttavia scalerò quella gerarchia e troverò conforto a sfere più alte, e tornerà il sorriso, amaro il primo giorno, consolato il secondo... pieno e sincero il terzo...
Gerarchia... e questo termine assume un peso non indifferente in questi giorni, e viene automaticamente ricollegato ai profili formale-procedimentale e assiologico-sostanziale... e anche in questo sproloquiare dotto non ritrovo nemici. In fondo attimi di angoscia misti a serenità diffusa devono caratterizzare queste giornate preesame, ne vivremo ancora tanti.
A me basta sapere che in quest'orgia di sfere competenziali, valori e gerarchie non sono solo caratteri stampati su un libro, e che in fondo qualche istante di eterocontemplazione vale più di una nozione, anche se poi il culo all'esame non me lo salvo con l'eterocontemplazione, ma questa è un'altra storia... buonanotte...

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